A Martina Franca l’obiettivo è rispettare le date stabilite per il Festival, dal 14 luglio al 4 agosto. Studiando un’alternativa al programma annunciato prima del lockdown che prevedeva “Gli amanti sposi” di Wolf-Ferrari, “La rappresaglia” di Mercadante e “Leonora” di Paër.
Il mondo della lirica e delle rappresentazioni all’aperto è attonito, confuso al pari dei grandi enti nazionali. Come si può mettere in scena un’opera sapendo che è impossibile distanziare le masse, immaginare una regia senza che il tenore e il soprano si abbraccino prima della fine dell’ultimo atto, come si può ipotizzare una superbuca che contenga tutta l’orchestra secondo le nuove regole del distanziamento e quale suono se ne caverebbe. E i coristi? Uno sulle Alpi, uno sugli Appennini e magari un terzo sulle Ande. E poi ci sono i danzatori, ove previsti dal compositore… forse per loro solo un minuetto potrebbe funzionare.
